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Happy Casa, ufficiale l'addio. John Brown ci mancherà...

Simone Silvestro
09.07.2020 12:18

Lo scatto più famoso dell'avventura di Giovanni Marrone a Brindisi, foto Tasco

Anche John Brown, dopo due stagioni di onorato servizio, lascia l’Happy Casa Brindisi. L’annuncio ufficiale è arrivato poco fa: JB sbarca in Russia, all’Unics Kazan.

Non si tratta di un fulmine al ciel sereno, perché da giorni il mancato rinnovo aveva lasciato già presagire un addio, eppure ora che si è concretizzato la sensazione di magone sullo stomaco è più viva che mai.

Di buono c’è che, almeno nella prossima stagione, non ce lo ritroveremo contro. JB ha scelto un’avventura nuova, in un campionato competitivo e con la possibilità di giocare l’Eurocup, oggettivamente step in avanti rispetto alla Champions League (anche se meno rispetto ad anni precedenti).

Resta il dispiacere di non aver concluso la seconda stagione in biancoazzurro, ma nulla può togliere che “Giovanni Marrone” è stato un giocatore unico nel suo genere.
Unico non solo per l’innata simpatia con cui si è subito fatto amare dai tifosi, ma anche dal punto di vista tecnico un giocatore che non possiede termini di paragone. Un lungo che tocca appena i due metri e non arriva neanche a 90 kg; un giocatore che riesce a compensare le mancanze fisiche con un’energia ed una velocità da guardia. Uno che difende quasi indistintamente su un Miro Bilan (213 cm) come su un David Logan (185 cm), senza dimenticare la spiccata attitudine a deliziare i fotografi con schiacciate spettacolari e ispirare le guardie con la sua verticalità che permette di trasformare semplici lob in assist meravigliosi.

 

John Brown ci mancherà.

Ci mancheranno i suoi canestri spettacolari, le schiacciate come i tiri dalla media con la sua discutibilissima (ma efficacissima!) meccanica di tiro.
Ci mancherà il suo far impazzire gli avversari sbucando da ogni pertugio e rubando palloni con i suoi tentacoli da piovra.
Ci mancheranno i suoi tuffi sulle palle vaganti, che nel piccolo PalaPentassuglia si trasformavano in tuffi sulla folla che, se pur spaventata, era sempre felice di abbracciarlo.
Ci mancheranno le sue “autopunizioni”, come gli schiaffi che si tirava da solo tornando in difesa dopo un errore in transizione.
Ci mancheranno i suoi occhiali, elemento che lo rendeva ancora più “personaggio” di quello che era.
Ci mancherà di vederlo girare in centro in ciabatte (anche in pieno inverno!) perché la comodità viene prima di tutto.
Ci mancherà tutto l’affetto che pochi stranieri sono riusciti a darci pur onorando la casacca biancoazzurra.

Giovanni Marrone ci mancherà perché oltre a giocare sempre con la testa, con il corpo e con il cuore ci ha sempre fatto divertire, e vederlo giocare è stato meglio che assistere a uno spettacolo di cabaret.

A JB si può solo dire grazie per tutto questo e augurargli, oltre che una buona carriera, una buona vita. Perché la merita davvero e si merita in futuro, chissà che possa succedere, di salutare il pubblico biancoazzurro come si deve, senza una stagione d’addio troncata a metà.

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