Basket

Happy Casa, come è andata la Champions? Bilancio di un doppio impegno che mancava da 4 stagioni

Simone Silvestro
06.02.2020 12:39

Foto Maurizio De Virgiliis La partecipazione alla Basketball Champions League si è conclusa martedì, con la sconfitta con Saragozza che ha relegato purtroppo l'Happy Casa all'ultimo posto del girone D a pari punti col PAOK Salonicco, davvero immeritato se si considera il record non drammatico di 5 vittorie e 9 sconfitte e le ottime partite giocate anche su campi difficili come quello degli iberici. E’ mancato il cinismo e l’esperienza per vincere almeno una partita in trasferta, la concentrazione per mettere scarti ancora più importanti nelle vittorie in casa e un roster un po’ più lungo, che avrebbe davvero potuto permettere di far strada anche in territorio europeo. Forse sarebbe bastato avere Sutton fin dall’inizio della stagione…

Al netto di questo però, Brindisi è stata in corsa per la qualificazione alle Last 16 fino a 2 partite dal termine del girone, giocandosi ogni partita fino in fondo con la sola eccezione della netta sconfitta ad Istanbul con il Besiktas. 

Come va vista allora questa esperienza? Sicuramente con una veduta più ampia, che comprenda sia i risultati in campionato sia la coppa stessa. A più riprese si è fatto capire che la priorità della squadra è rimasta (giustamente) il campionato, ma ciò non si è tradotto in uno scarso impegno nelle partite europee, ma piuttosto in un impiego più capillare (anche se non sempre) del roster, dando più minuti a chi solitamente ne giocava meno la domenica. Hanno trovato giornate di grazia soprattutto gli italiani, Alessandro Zanelli su tutti, ma anche Gaspardo e Campogrande, impiegati in modo decisamente più massiccio. 

Detto dell’esito del girone, la classifica di Lega A fino a questo momento sorride all’Happy Casa, con un quinto posto alle spalle delle sole big e un importante +4 sulla quota del nono posto, primo che esclude dai playoff. Inoltre anche quest’anno Brindisi parteciperà alla Final Eight di coppa Italia, in programma a Pesaro dal 13 al 16 Febbraio 2020, dove potrà anche contare su un ambiente “amico” grazie al gemellaggio che lega le due tifoserie. Probabilmente nessuno a questo punto della stagione poteva immaginare una situazione migliore, a maggior ragione perché ottenuta con un doppio impegno.

Nel mezzo c’è stato anche un infortunio non di poco conto che ha tenuto Kelvin Martin fuori per quasi 2 mesi, più altri svariati acciacchi che hanno costretto la squadra a degli sforzi importanti per sopperire alle assenze pesanti per un roster non certo lunghissimo. Quel che è davvero notevole è che nonostante le defezioni la squadra non ha perso terreno in campionato nelle partite che avrebbe dovuto vincere, battendo Reggio Emilia e, se pur con fatica, Treviso, Cantù e Roma. Ha perso a cavallo di capodanno la lucidità difensiva che si era vista fino a dicembre, continuando però a portare a casa i risultati.

La risposta del pubblico è stata positiva, agevolata sia dai prezzi molto popolari stabiliti dalla società sia dalle iniziative che hanno portato tante squadre giovanili ad assistere alle partite casalinghe, avvicinando ragazzi di nuove generazioni a una squadra che si sta facendo conoscere sempre di più in tutta la Puglia. A differenza di tante altre squadre che abbiamo visto nella stessa competizione europea il nostro palasport, è giusto sottolinearlo, è stato quasi sempre pieno per buona parte degli incontri casalinghi, con buone risposte anche quando c’è stata la contemporaneità con la Champions League di calcio. Con un palasport più grande le iniziative intraprese quest’anno potrebbero rinnovarsi ancora di più.

Anche lo stesso presidente Nando Marino si è detto soddisfatto della risposta del pubblico, così come più volte ha sottolineato l’importanza dell’affacciarsi nei palcoscenici europei ed onorarli fino all’ultima partita, non escludendo la possibilità di ripetere l’esperienza in futuro. Per prestigio, per ambizione, per avere una carta in più per convincere grandi giocatori a sposare la causa biancoazzurra.

Con il passaggio al 6+6 ci si affaccia alla seconda parte di stagione che ci porta già a Pesaro tra pochi giorni, sicuri che quel che si è fatto finora avrà un seguito nei prossimi mesi e non solo.

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