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PLAYOFF, Happy Casa: Le difficoltà di Gara 1 e la fiducia per Gara 2

Simone Silvestro
24.05.2021 10:15

 Non è iniziata col piede giusto l'avventura in semifinale dell'Happy Casa Brindisi, che cade in casa (66-73) contro una Virtus che, su più fronti, ha dimostrato di aver preparato molto bene la partita. Probabilmente il 2-0 in campionato a favore di Brindisi ha messo fortemente in guardia coach Djordjevic, memore delle due sconfitte precedenti e di quanto possa essere pericolosa la squadra di Vitucci.

Il punteggio basso per certi versi potrebbe già essere un indice, dal momento che Brindisi viaggia su una media di oltre 85 punti a partita, ed è stata invece tenuta ferma a 66, record negativo dell'intera stagione.

ANSIA DA PRESTAZIONE

Era difficile immaginarlo, ma non è reato dire che la presenza del pubblico (a tratti commovente) ha fatto sentire molto di più il senso di responsabilità sulle spalle dei giocatori biancoazzurri, apparsi decisamente più contratti e imballati rispetto alle partite precedenti. Del resto lo ha sottolineato lo stesso coach Vitucci a fine partita, poiché è una situazione a cui ci si è disabitutati. Non è colpa di nessuno, fa parte del fattore mentale (e la nostra squadra, bene ricordarlo, non è nata per questi obiettivi), ma siamo certi che in gara 2 si rivelerà invece un'arma in più.

CONTROPIEDI BLOCCATI

Si fa fatica a ricordare una partita in cui Brindisi non abbia praticamente mai corso in contropiede, rubata e layup di Thompson a parte. La prontezza in transizione difensiva della Virtus non ha concesso mai l'arma più pericolosa dei ragazzi di Vitucci, che anche quando hanno costruito buone soluzioni hanno sbagliato tiri aperti e contropiedi in parità numerica, collezionando un 3/25 dall'arco che a questi livelli quasi sempre significa sconfitta. Probabilmente con le polveri degli esterni così bagnate era lecito aspettarsi che fosse Willis a prendersi più responsabilità del solito, visto che è sembrato l'unico veramente in palla in attacco (15+13 rimbalzi, con solo 8 tiri dal campo presi). Ciò non toglie i meriti della difesa virtussina.

HARRISON GIU'

Mai in tutta la stagione avevamo visto un Harrison così male fisicamente. Impreciso, a volte rinunciatario, ma soprattutto con le gambe troppo molli per essere riconoscibile, un giocatore che ha fatto dell'esplosività una delle sue armi più letali. Se a questo ci aggiungiamo l'imprecisione anche nei tiri da 3 (quasi sempre fuori ritmo), e addirittura un 0 su 2 ai liberi (che si fa fatica a ricordarne un altro in stagione) il quadro è completo. Purtroppo i postumi dell'infortunio si fanno sentire, ma su uno come lui bisogna continuare a credere: è una bomba pronta a esplodere. La condizione non è la migliore, ma basta poco per ritrovare la fiducia e la voglia di combattere che sarebbe una carica per i compagni ed un grosso problema in più per gli avversari.

POSSIBILI ROTAZIONI?

11 punti complessivi dalla panchia sono pochi, ma è una chiara conseguenza della giornataccia al tiro dell'intera squadra. Ieri in tribuna ci è rimasto James Bell, ma non è da escludere che possa rientrare in gara 2 a rinfoltire la batteria esterni. D'altronde le fortune di Bologna sono passate dalle mani dei fuoriclasse Teodosic e Belinelli, che da soli hanno segnato più della metà dei punti della squadra (40 su 73). Un difensore in più sul perimetro potrebbe essere indispensabile per limitare il reparto in cui la Virtus dispone dei giocatori più talentuosi. Vitucci, a domanda sul se cambierà qualcosa, ha glissato con "ci penserò domani (oggi)", mostrandosi possibilista. 

IL BICCHIERE MEZZO PIENO

Se ce n'è uno in una gara 1 persa tra le mura amiche questo è il fatto che, nonostante tutti i problemi affrontati e la peggior prestazione offensiva di Brindisi, la sconfitta è stata tutto sommato risicata, di soli 7 punti e con un paio di occasioni in cui i biancoazzurri erano anche riusciti a mettere il naso davanti, salvo poi mancare l'allungo per poca lucidità e un po' di sfortuna. Difensivamente, soprattutto sotto canestro, è stata nel complesso una buona prestazione, dove la differenza l'hanno fatta due fuoriclasse che, non dimentichiamolo, costano da soli più o meno quanto l'intero roster dell'Happy Casa Brindisi. 

La testa è già a gara 2: pareggiare la serie sarebbe d'importanza capitale, per poi volare a Bologna dove, davanti a circa 2200 spettatori bolognesi, Brindisi dovrà cercare di ripetere l'impresa della stagione regolare. La serie è appena iniziata, e Brindisi ha tutto per rimetterla subito in discussione.

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