Basket

Happy Casa e l'impresa da sogno. "In questa squadra siamo tutti importanti", parola di Capitan Zanelli

Simone Silvestro
12.04.2021 11:55

"La società e i coach ci hanno fatto capire di essere tutti importanti"

Con queste parole il capitano Alessandro Zanelli ha sintetizzato il segreto di chi non smette mai di stupire. Le riprende anche Frank Vitucci, che su Instagram scrive poche parole ma molto incisive: 

"La forza del gruppo è nel sentirsi tutti capaci e sapersi unire nelle difficoltà.
Contento per i miei ragazzi e il mio incredibile staff."

Una squadra infinita. 4-0 con le dirette concorrenti, primo posto in solitaria e primato in regular season (calendario alla mano) tutt'altro che impossibile.

Si fa fatica a trovare le parole per descrivere ancora le imprese che sta facendo questo gruppo, che non si ferma né davanti agli infortuni, né davanti alla sfortuna, né davanti all'Olimpia Milano, che era fresca di una rotonda vittoria di 20 punti contro l'Efes Istambul per consolidare il quarto posto nella massima competizione Europea.

Forse il segreto sta proprio nell'essere tutti protagonisti, magari anche nell'ombra, ma sapendo aspettare il proprio momento per dare il massimo, come in quelle che per definizione sono le "Grandi squadre". Basta un'azione esemplare: terzo quarto, break milanese in corso; Mattia Udom entra dopo esser stato seduto quasi mezzora: ricezione e tripla dall'angolo. Visconti, specialista da lontano ma ieri con le polveri bagnate, pizzica il pallone per segnare in tap-in i punti del +9 di fine terzo periodo. Sembrano casualità, ma quando queste funzionano tutte qualcosa vorrà pur dire.

La forza dei gregari

Zanelli e Krubally hanno avuto il compito di sostituire nel quintetto titolare Thompson e Perkins rispettivamente, e hanno dato una prova di grandissima solidità.

Zanelli (brividi dell'infortunio a parte) ha fatto una prova da veterano e da vero capitano, ha "fatto il Thompson" distribuendo 6 assist, ha ringhiato in difesa, ha trascinato emotivamente i compagni ed è stato impeccabile dalla lunetta (5/5), soprattutto negli ultimi due tiri che, se sbagliati, potevano pericolosamente lasciare chance a Milano di rientrare. 

Krubally invece ha disputato, ampiamente, la sua miglior partita stagionale. Il titolare lui lo aveva già fatto, e ieri ha dimostarto di non essersi dimenticato come si fa. Oltre ad essere ispirato in attacco, ha avuto il merito di mandare fuorigiri Tarczewski, forse la controparte peggiore per le sue caratteristiche. Nell'ultimo quarto poi ha letteralmente svoltato il finale a favore di Brindisi.

Un'azione brillante, che proponiamo di seguito: il primo blocco su Shields crea un vantaggio per Bostic nel mismatch contro Tarczewski, costretto al cambio difensivo. Il secondo, sempre su Shields, diventa praticamente doppio nel momento in cui Bostic, dopo un crossover, brucia il polacco che nello scivolamento "sbatte" contro il muro di mattoni del gambiano, e Bostic ne mette 2 comodi.

In uno degli ultimi attacchi milanesi incassa uno sfondamento di mestiere. Per non parlare poi della scuola di piede perno, quando nel finale è in grado di ricevere in post, aprire il palleggio ed eseguire una completa e una mezza virata per mandare al bar Biligha e chiudere in semigancio. Il tutto senza commettere passi. Un vero "Dream shake", alla Hakeem Olajuwon (e per chi non lo conoscesse, basta scrivere su youtube "olajuwon dream shake").

Nel video degli highlights di seguito, la giocata in questione è al minuto 2'50".

 

Le prove maiuscole di Bostic, Willis e Gaspardo non fanno più notizia, mentre ci pensiamo noi a non far passare in secondo piano l'importanza della prestazione difensiva di James Bell, spesso al centro di troppe critiche per un giocatore che fa i suoi capolavori nella metà campo "sbagliata". Merito suo se un realizzatore nato come Shields ha trovato punti quasi solo dalla lunetta, e se un tiratore di striscia come Delaney non si è mai messo in ritmo.

Alberto Morea, un esordio indimenticabile

Ultimo, ma non meno importante, c'è coach Alberto Morea, con l'ingrato compito di sostituire Frank Vitucci in una delle partite più difficili della stagione. Nell'intervista ai microfoni Rai nel post partita arriva, visibilmente commosso, e dedica la vittoria a Frank e agli altri ragazzi che non ci sono potuti essere, sottolineando i complimenti di Messina (che siamo certi non essere di circostanza) e richiamando, come è dovere di ogni guida, alla concentrazione e a tenere i piedi per terra perché oggi si apre una settimana con altri due impegni di campionato che possono dire tanto sulla classifica finale. Non una parola su sè stesso, ma solo complimenti ai ragazzi e a tutti i membri della squadra che hanno reso possibile una tale impresa.

 

 

Vero, la vittoria ha tanti padri; ma se pur durante la settimana la partita sia stata preparata da Vitucci (come sempre col suo staff), in panchina ci è andato lui. E andare in panchina da head coach (per la prima volta in serie A), contro Milano, senza due titolari, e sapendolo solo a poche ore dalla palla a due, non era una cosa semplice. E lui ha condotto la squadra con carisma e personalità, e con la sitonia che si vede essere consolidata in un gruppo che somiglia sempre di più a una vera grande famiglia.

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