Calcio

Brindisi, Mortelliti: ”Questa città sarà sempre nel mio cuore. Società? Ha ridato entusiasmo ad una piazza”

L'intervista esclusiva a Ciccio Mortelliti, ex calciatore biancazzurro

07.04.2023 13:01

“Ero abituato a piazze importanti ma il Brindisi non aveva e non ha nulla da invidiare, merita il professionismo". Queste le prime parole di Ciccio Mortelliti, il “cobra” che avvelenava le difese avversarie, nell’intervista rilasciata a Brindisi Magazine, nella quale ha ricordato la sua breve ma intensa esperienza a Brindisi: ”Ho iniziato la stagione con il Cosenza, ma nonostante fossi in forma, ho giocato pochissimo”. Il suo arrivo non era così scontato, sembrava ad un passo dalla Juve Stabia: ”A gennaio ho avuto molte richieste, tra cui la Juve Stabia, ma ha fatto la differenza l’ottimo rapporto con l’allenatore del Brindisi, Massimo Silva. Sono approdato in una squadra molto forte, con giocatori all’altezza e l’affetto da parte dei tifosi era incredibile". Nella sua carriera, l’ex centrocampista messinese ha siglato diversi goal importanti, ma quello a Catanzaro ha regalato sia a lui che ai tifosi emozioni che non dimenticheranno più: "E' stata la raccolta di tutti i sacrifici fatti, fino a quel momento non ero riuscito a dimostrare tutto il mio potenziale e quel goal di testa è stato una sorta di liberazione”. E quella pazza partita contro l’Isola Liri…. :”il ricordo di quella partita è ancora più bello, perché sono entrato che la squadra perdeva 2 a 1 e grazie ai miei due assist, siamo riusciti a ribaltarla e a classificarci quarti". 

Presente nel match contri il Fasano, Mortelliti ha potuto osservare da vicino il Brindisi di oggi ed è rimasto molto colpito: "Ho visto grande determinazione, spirito combattivo, si pensa al collettivo e questo nel calcio fa la differenza”. Poi sul lavoro della società: "Questo grande entusiasmo è conseguente di un ottimo lavoro da parte della società, che è composta da persone che hanno fame di successo. Ho visto un tifo di alto livello, forse anche maggiore di quando giocavo io”. Oggi il “cobra” ha iniziato una nuova vita, con nuovi stimoli e con sensazioni che neanche la carriera da calciatore riusciva a dargli: "L’associazione AIC di cui faccio parte insieme a Perrotta e Tommasi, condivide un modello tecnico-operativo. Questo nuovo lavoro mi permette di girare il mondo, di conoscere la cultura di nuovi popoli. Cerchiamo di insegnare ai ragazzini che, prima di essere calciatori, bisogna essere uomini con principi di vita, con valori e che la disciplina è alla base della crescita della persona". Proprio le regole Mortelliti le conosce bene: "Sono andato via da casa a 13 anni e mi sono portato dietro per tutta la vita gli insegnamenti della mia famiglia”.

A cura di Matteo Miceli

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