Trotta: "Grato per la carriera che ho avuto, ora cerco un progetto stimolante"
Fonte: SerieD24.com
Ci sono carriere appena sbocciate, quelle di giocatori che stanno muovendo i primi passi nel mondo del calcio. Percorsi ancora acerbi, forse non segnati da fallimenti, delusioni o passi falsi, ma allo stesso tempo privi di quei ricordi e di quelle soddisfazioni che solo il tempo può regalare. E poi ci sono le carriere lunghe, appartenenti a chi ha già accumulato una parte importante del proprio vissuto sportivo: percorsi ricchi di esperienze, emozioni e tappe diverse, talmente numerose da risultare difficili da ordinare e raccontare.
Quella di Marcello Trotta appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Dalla Campania e dal settore giovanile del Napoli fino all'occasione della vita chiamata Manchester City a soli 16 anni, passando per le inevitabili difficoltà dell'esperienza inglese e per il successivo ritorno in Italia, attraversando tutte le categorie, dalla Serie A alla Serie D.
"Sai, alla fine uno deve essere grato per ciò che ha fatto. Col senno di poi qualche decisione diversa ci poteva anche stare, ma nessuno ha la bacchetta magica. Sono grato per la carriera che ho avuto. I rimpianti possono esserci, ma sono comunque contento". Queste le parole dell'ex attaccante di Crotone e Sassuolo, che si è raccontato alla nostra redazione in una lunga intervista, tra passato, presente e un futuro ancora tutto da scrivere.
Trotta: "È stata una buona annata, ora cerco un progetto stimolante"
Dopo una lunga carriera che lo ha visto confrontarsi con diversi livelli del calcio italiano e internazionale, all'inizio della scorsa stagione Trotta ha scelto di sposare il progetto del Sora, affrontando per la prima volta in carriera il campionato di Serie D. Quella del club laziale nel girone F è stata una stagione fatta di alti e bassi, come ammesso dallo stesso attaccante, ma conclusa con il raggiungimento dell'obiettivo della salvezza diretta in uno dei raggruppamenti più competitivi della categoria, evitando i playout.
All'attaccante abbiamo chiesto un bilancio dell'annata e quali siano oggi le sue sensazioni, a distanza di un anno dalla scelta di scendere di categoria. "Sono soddisfatto della stagione che abbiamo fatto", ci ha raccontato Trotta. "È stata una buona annata, pur con qualche alto e basso. È stata una bella esperienza e non mi sono pentito della scelta, anzi. Abbiamo disputato grandi partite contro le squadre di vertice, mentre abbiamo fatto un po' più fatica contro quelle di medio-bassa classifica. Peccato per il finale di campionato, che ho dovuto saltare per infortunio, ma nel complesso mi sono divertito. Certo, si può sempre fare qualcosa in più".
Nonostante il classe 1992 consideri positiva la sua esperienza in bianconero, il suo futuro sembra però destinato a essere lontano da Sora. "Sono stato contattato da due o tre squadre e sto valutando la soluzione migliore. Cerco un progetto stimolante. È ancora un po' presto per decidere, poi tireremo le somme".
Trotta: "Serie C? Si tende a risparmiare e a sperare in un giovane"
Nel corso dell'intervista, Trotta ha spiegato anche le ragioni che lo hanno portato a preferire la Serie D a un'eventuale esperienza in Serie C. Una scelta che, a suo dire, riflette un modus operandi sempre più diffuso nella terza serie, dove spesso si preferisce puntare sui giovani piuttosto che sui giocatori più esperti. "È un discorso complesso. Secondo me si tende a risparmiare e a sperare di trovare il giovane che possa risolvere la stagione senza costare troppo. Tutti cercano la promessa giusta, perché se trovi un ragazzo bravo poi puoi anche rivenderlo. Si creano una serie di dinamiche che possono convenire alle società. Il problema è che, a forza di togliere, si finisce inevitabilmente per abbassare anche il livello del campionato".
L'attaccante ci ha detto la sua anche sulla finale degli spareggi nazionali tra Taranto e Gladiator, alla quale ha assistito dal vivo la scorsa settimana. Il club pugliese, ripartito dall'Eccellenza a inizio stagione, si trova ora a un passo dal ritorno in Serie D, con l'ultimo ostacolo rappresentato proprio dalla formazione campana di Santa Maria Capua Vetere, città natale di Trotta. Dopo lo 0-0 dell'andata, il Taranto potrà giocarsi la promozione davanti al proprio pubblico e, secondo l'attaccante, parte con i favori del pronostico. "Ho visto una partita tra due squadre forti, equilibrata e molto tesa, in uno stadio pieno. È difficile dire chi vincerà, ma il Taranto parte favorito. Poi sappiamo tutti come funziona il calcio. Per blasone e qualità della rosa ha giocatori importanti, ma nel calcio non si può mai sapere".
Trotta: "Nel 2016 mi cercano un paio di big, ma scelsi il Sassuolo"
Esauriti i temi legati all'attualità, abbiamo provato a riportare Trotta indietro nel tempo, chiedendogli quali siano i ricordi più belli della sua carriera. Tra le maglie di Manchester City, Fulham, Avellino, Sassuolo, Crotone, Frosinone e Brindisi, tra le altre, le esperienze da ricordare non mancano. Due, però, sono quelle che custodisce con maggiore affetto. "La promozione in Serie A sfiorata con l'Avellino nel 2014-15 e la salvezza conquistata con il Crotone in Serie A nel 2016-17. Sono ricordi sempre vivi, emozioni indescrivibili".
La carriera di un calciatore raramente segue un percorso lineare. Più spesso è fatta di svolte, incontri e decisioni capaci di cambiarne il destino: un allenatore, un dirigente, l'interesse di una grande squadra. Per Trotta uno dei possibili turning point arrivò all'inizio del 2016, quando lasciò l'Avellino per trasferirsi al Sassuolo in Serie A. Il centravanti conferma che in quel periodo alcuni top club lo seguivano con attenzione, ma riteneva il Sassuolo la scelta più equilibrata per il proprio percorso di crescita.
"C'era tanto interesse nei miei confronti quando andai al Sassuolo. Un paio di grandi squadre mi cercarono, ma scegliemmo il Sassuolo perché lo consideravamo il passo giusto per la mia carriera, una tappa intermedia ideale. Alla fine bisogna essere grati per ciò che si è avuto. Col senno di poi qualche decisione diversa si sarebbe potuta prendere e forse, in certi casi, sarebbe stato meglio aspettare invece di scegliere subito. Però nessuno ha la bacchetta magica. Sono grato per la carriera che ho fatto: qualche rimpianto può esserci, ma prevale la soddisfazione".
Intrecci di mercato, scelte difficili e qualche inevitabile rimpianto, ma soprattutto tanta gratitudine per il percorso vissuto e per tutto ciò che il calcio gli ha regalato. A 33 anni, pur avendo già accumulato un bagaglio importante di esperienze, Trotta sente di avere ancora molto da dare. Dalle sue parole emerge la volontà di continuare a mettersi in gioco, in attesa di scoprire quale sarà la prossima tappa della sua carriera.
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