Cellino
Calcio

Real Cellino, titolo nelle mani del Sindaco: "Il sogno finisce qui"

07.07.2026 12:52

Di seguito, il comunicato ufficiale del club:

CI HANNO SPENTO UN SOGNO.

È questo il post che non avremmo mai voluto scrivere.

Tre anni fa abbiamo preso in mano una società che ripartiva dalla Terza Categoria. Non abbiamo trovato una strada in discesa, ma una montagna da scalare. Lo abbiamo fatto senza interessi, senza tornaconti, senza cercare nulla per noi stessi. Solo con la passione, con il sacrificio e con l’amore per questo sport e per il nostro paese.

In tre anni abbiamo riportato questa società in Prima Categoria. Quest’anno ci siamo salvati sul campo, dimostrando che con il lavoro, l’impegno e l’unione si possono raggiungere traguardi che sembravano impossibili.

Ma dietro questi risultati c’è una storia che pochi conoscono davvero.

Siamo entrati in una struttura che versava in condizioni indegne. Una struttura che abbiamo cercato di rendere più accogliente con le nostre mani, con il nostro tempo e con le nostre risorse. Nessuno di noi ha mai guadagnato un solo centesimo per tutto questo. Al contrario, ci abbiamo rimesso soldi, tempo, energie e sacrifici. L’unica ricompensa è stata vedere un gruppo di ragazzi crescere, lottare e innamorarsi di questi colori.

Abbiamo giocato e ci siamo allenati in un impianto senza illuminazione, costretti a rincorrere gli orari della luce. Abbiamo convissuto con docce fredde perché gli impianti non funzionavano, con infissi ormai deteriorati e con un terreno di gioco che, dopo la prima pioggia, ha perso la sabbia trasformandosi quasi in asfalto, mettendo a rischio la salute dei nostri atleti.

Eppure non ci siamo mai fermati.

Abbiamo sempre pagato ogni spazio orario fino all’ultimo centesimo. Anche quando quel campo non abbiamo potuto utilizzarlo. Anche quando, la scorsa stagione, siamo stati costretti per un intero girone a elemosinare campi in tutta la provincia per poterci allenare e giocare le nostre partite.

Non abbiamo mai chiesto privilegi. Abbiamo chiesto soltanto il diritto di poter fare sport in condizioni dignitose.

Oggi quel sogno si interrompe.

Non chiude soltanto una squadra. Si spegne un progetto costruito dal basso, fatto di persone che hanno dedicato gratuitamente il proprio tempo, le proprie competenze e spesso anche i propri soldi, senza chiedere nulla in cambio.

Vogliamo dire grazie.

Grazie a tutti gli atleti che hanno fatto parte di questo percorso, dal primo all’ultimo. Grazie per aver creduto in noi, per aver lottato per questa maglia e per esservi innamorati di questa famiglia.

Grazie ai nostri tifosi, che ci hanno seguito nelle domeniche di sole, di pioggia e di freddo, in casa e lontano da casa, facendoci sentire sempre il loro affetto.

Grazie a tutti coloro che hanno creduto nell’azionariato popolare, dimostrando che una squadra può appartenere davvero alla propria comunità.

Grazie agli sponsor, che hanno scelto di sostenere questo progetto quando era soltanto un sogno.

E grazie a tutti i volontari, ai dirigenti e a chiunque abbia dedicato anche solo un’ora della propria vita a questa società.

Noi abbiamo la coscienza pulita.

Abbiamo preso una squadra dalla Terza Categoria e l’abbiamo portata in Prima Categoria. L’abbiamo salvata sul campo. Abbiamo restituito entusiasmo, appartenenza e dignità a questi colori.

Ma il Real Cellino Calcio non era soltanto una prima squadra. Tra poche settimane sarebbe nato anche il nostro progetto di scuola calcio, un sogno che avevamo nel cassetto per restituire ai bambini di Cellino un luogo dove crescere attraverso lo sport, imparare valori, fare squadra e stare lontani dalla strada.

Con la chiusura di questa società non perde solo una squadra. Perde un’intera comunità, che vede svanire un’opportunità pensata per i suoi figli e per il loro futuro.

Fa male fermarsi così.

Perché il calcio non è soltanto una classifica. È un luogo dove nascono amicizie, dove crescono i ragazzi, dove un paese si ritrova e si riconosce.

Ci hanno spento un sogno. Ma non potranno mai spegnere tutto quello che, insieme, siamo riusciti a costruire.

Per noi il calcio non è mai stato interesse, né una questione di soldi. È stato soltanto passione, sacrificio e amore. Per questo, come abbiamo detto dal primo giorno, il Real Cellino Calcio è di Cellino.

Oggi, con un’enorme amarezza, rimettiamo il titolo di Prima Categoria nelle mani del Sindaco.
Lo consegniamo a chi, in questi tre anni, ha ricevuto i nostri appelli, le nostre richieste e le nostre sollecitazioni senza mai riuscire a trasformarle in risposte concrete. Ma questa non è una responsabilità che appartiene a una sola persona.
È giusto ricordare anche il ruolo dell’assessore allo sport ai tempi in carica, degli uffici, ai quali ci siamo rivolti più volte per segnalare criticità evidenti e chiedere interventi indispensabili. 
Troppo spesso abbiamo trovato silenzi o risposte che, pur formalmente corrette, non sono mai state all’altezza dei problemi che ogni giorno vivevano i nostri ragazzi e la nostra società.
Oggi non vogliamo puntare il dito contro nessuno. Vogliamo soltanto che ognuno si assuma la responsabilità delle proprie scelte, delle proprie priorità e anche delle occasioni che ha deciso di non cogliere.

Perché le squadre possono anche chiudere. Ma il giorno in cui un paese smette di credere nei propri sogni, ha già perso la partita più importante.

Il sogno finisce qui, l’amore per questi colori mai ♥️💚

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