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Brindisi ai tempi di Federico II

09.11.2012 10:00

Il 9 novembre 2012 ricorre  il 787° anniversario del matrimonio tra l’Imperatore Federico II e la regina di Gerusalemme Isabella di Brienne.

Federico II di Svevia e Isabella di Brienne La cerimonia venne celebrata nella cattedrale di Brindisi che rappresentava, in quel momento storico, il punto di riferimento e di equilibrio dei rapporti politici e religiosi tra Oriente ed Occidente. Ricordare ciò che accadde in quel periodo è per noi un dovere ma, soprattutto, un atto d’amore per la nostra città. Stimolati dalla storia e, sopratutto  da quegli eventi, la nostra associazione, insieme alle Associazioni Giovani delle Acli Prov.li, “ACLI Città di Brindisi” e  Jonathan organizzano c/o Auditorium del Museo Provinciale di Brindisi, Sabato10 Novembre dalle 17,30 alle 20,00, una serata multimediale sulla tumultuosa ed esaltante storia di Federico II.

Interverranno:

      Alfonso De Fraia – Presidente Associazione “Vivere Insieme Brindisi”

      Don Adriano Miglietta – Parroco Cattedrale di Brindisi

      Antonio Albanese – Presidente ACLI Provinciale Brindisi

      Isabella Lettori - Associazione Jonathan Brindisi

      Dario Micaletti – Segretario Provinciale Acli e Giovani Acli Brindisi 

Cenni storici: A metà Novembre 1220 Federico II fu incoronato a Roma, Imperatore del Sacro Romano Impero da papa Onorio III,  a cui promise solennemente di organizzare la VI Crociata per liberare Gerusalemme dall’occupazione Islamica.  Attratto dalla dolcezza del clima e dalla selvaggia bellezza della Puglia  scelse di trasferirsi con la sua corte da Palermo a Foggia..  La Puglia diventò la sua terra di adozione  e l’amò profondamente. Fece della Puglia, e di tutto il meridione, un cantiere permanente: edificò castelli, cattedrali, masserie, strade e insediamenti portuali; in quasi tutte le  città lasciò  segni indelebili. L’interesse di  Federico II per la  città Brindisi fu notevole. Fece completare il Castello Normanno tanto da renderlo maestoso e inespugnabile (Castello Svevo). Dragò e ampliò il porto facendolo diventare il “maggior porto del Regno sull’Adriatico”  e per decreto nominò Brindisi  Caput terrarum maritimarum apulia” (capitale marittima della Puglia). Il porto fu al centro ancora una volta di tutti i commerci da e per l’oriente; gli scambi economici e commerciali raggiunsero livelli esorbitanti che, proprio per l’enorme circolazione di moneta, indussero l’imperatore a istituire  la zecca imperiale dove si coniò l’Augustale: la prima moneta d’oro della storia. Brindisi fu al centro delle politiche economiche e militari in relazione, sopratutto, alla prevista  organizzazione e partenza della VI Crociata.  La preparazione di questa crociata portò a Brindisi schiere di pellegrini di ogni ceto che crearono non pochi disservizi in una città piccola di appena 3000 abitanti. Infatti nel torrido Agosto di quell’anno scoppiò una terribile epidemia che falcidiò gran parte dei presenti nel territorio. Federico II era un sovrano colto, abile e spregiudicato, aperto a tutte le culture, soprattutto a quella araba, di cui conosceva profondamente la lingua, le abitudini e le scienze matematiche. Il 9 novembre 1225, nella cattedrale di Brindisi, sposò la tredicenne Regina di Gerusalemme Isabella di Brienne (titolo ereditato dalla madre).  Come si può intuire, fu un  matrimonio di mero interesse per far acquisire all’imperatore, per via naturale, il titolo di Re della Terrasanta. Da Isabella, Federico II ebbe due figli: Margherita, che morì in tenerissima età, e  Corrado. Il 6 Maggio 1228, per complicazioni post parto del figlio Corrado, Isabella morì appena sedicenne e fu seppellita nella cattedrale di Andria. Il 28 Giugno 1228 Federico II, pressato ancora da Papa Gregorio IX, partì da Brindisi con  cinquanta  navi  alla  volta  della  Terra Santa;  ma  né  Federico  II  né il  sultano Al-Kamil, nipote di Saladino, avevano intenzione di dissanguarsi in una assurda guerra di religione; pertanto decisero di intavolare una trattativa da cui scaturì, dopo otto mesi, un trattato di pace che dimostrò l’apertura e la tolleranza che Federico  aveva verso gli arabi. Il trattato fu di rilevanza mondiale, unico ancora oggi per il giusto compromesso tra gli interessi dell’Oriente e quelli dell’Occidente. Fu l’unica crociata pacifica, risolta per via diplomatica, evitando lo scontro militare.

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